5 Marzo, 2020 By Luca Baiera Non attivi

La Psicomotricità nelle Scuole Calcio

Spesso, quando parliamo di allenamento della Forza nello sport, lo facciamo esclusivamente sotto il punto di vista condizionale e della prestazione e allora, ci troviamo a dover decidere, in base agli obiettivi che ci siamo preposti, se lavorare sulla Forza  Massima piuttosto che sulla Forza  Esplosivo-Reattiva o ancor di più, sulla Forza Dinamica Massima nonché, all’interno di quale range percentuale andare ad operare su di esse;
tutto ciò, talvolta siamo portati a svolgerlo tenendo poco a mente anche l’aspetto Specifico-Funzionale, Preventivo e Riabilitativo che alcuni lavori di Forza possono perseguire in base anche alla disciplina sportiva che facciamo.
Parimenti, potremmo adottare un simile ragionamento parlando di Psicomotricità all’interno delle Scuole Calcio, tema assai più importante e delicato rispetto a qualunque altro, con l’intento di non tendere a distinguere separatamente il corpo dalla mente bensì di considerarli un unico elemento all’interno di una Psicomotricità c.d. Funzionale per la crescita del bambino e non fine a se stessa, dove gli elementi essenziali e meritevoli di attenzione da parte degli Istruttori e dei Formatori sotto l’aspetto delle attività e delle esercitazioni da adottare e proporre, devono necessariamente essere identificati all’interno della sfera senso-motoria, di quella cognitiva e di quella affettiva di aggregazione e socializzazione, in modo particolare per i soggetti più chiusi e/o caratterialmente timidi ma non solo.
Ritengo che, così svolgendo tali attività e laddove si abbia il reale desiderio di prendersi cura dello sviluppo globale dei bimbi, nel tempo, possano essere corretti anche eventuali difetti posturali che permetteranno, poi al bambino stesso diventato adolescente, di svolgere sempre meglio anche esercitazioni tecniche e tecnico-coordinative che lo porteranno, nella fase finale della crescita e unitamente ad altri ulteriori fattori, a diventare un giocatore completo.